« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
sistemi soldato marciano con le bocche dentate verso i tigli impauriti
impronte digitali scolpite sui muri degli ospedali devastati dalla maree
cemento armato impunturato di magnetismo sintetico brucia i cuori
rinchiusi sui treni per nessun luogo
barriere atomiche sfondano gli infracieli di ozono
pioggie acide colano sui tetti slogati dall’uranio cosmico
traiettorie spastiche di pianeti inesplosi si gonfiano incendiando porpore interstellari
solo neve sotto le epidermidi della mucosa terrestre
fragorosi silenzi subumani tempestano mercurio gravido di spari sonici
solo
attesa
niente passato
solo
Attesa


piangono i relitti
mangiati vivi
con gli addomi spinti dai vermi
migrazioni imbruniscono
sotto l’ozono che sfonda
questo triste spettacolo di bile nera
nuvole assediate
dagli spari che precipitano verso l’acqua
si dissolvono sui cieli sbranati dalle mosche
sotto abissi di mercurio cresce il mistero
degli anni in cui ero bambina

sapore stagnoso di cordite nelle nostre bocche
e dentro i ricordi scivolati via
con i cerveli anestetizzati degli anni ottanta
generazione flagellata dal golpe mascherato
mentre si dissolvevamo anime con la testa di cera
forse sono tutti alle feste
pensate per coprire i silenzi
per non incontrarsi
per lasciarsi assaltare dalle maree
dai saluti con le mani di quando eri bambino
e dove sono stati sepolti
tutti quelli che non si guardano più dentro
calpestando gli incendi spenti
dentro i loro habitat in carne in scatola
immoti
davanti alle vampe dell’Impero che sbercia
i timidi
e
gli oceani solitari
senza
mercurio
senza
latte
senza buone notti
dentro atmosfere che risucchiano