« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
dov’è finita l’innocenza?
come quando ti dicevano che avevi tre anni
e ti ubriacavi con le lacrime delle formiche
salutando con la mano
tua madre fra le nuvole
come quando cadendo sul pavimento
acquerellato dal latte disperso dai tuoi occhi spalancati
ti rialzavi imparando a camminare
lasciando rintoccare nel denso abisso della tua solitudine
l’eternità di quel momento senza testimoni
come se esistesse qualcuno che avrebbe potuto insegnarti
ad essere gentile
sei stata accudita dall’impenetrabile crinale delle nuvole ammaestrate
a celare il mistero della tua gracile danza piangente
perché eri una preghiera scomoda nel pentagramma
delle certezze coagulate dagli ignavi
abbuffati dietro le loro catodiche probabilità
come
albume
che
esorbita
la tua indomabile timidezza ha salvato un oceano che esondava
notte


ombre che risucchiano
friabili cori di bambini
come eravate tutti
come eravamo tutti

fiumane stolte
di coccodrilli con la faccia di uomini
mutilati e crocefissi
marciano serici e fieri
battezzando altri eroi
piegati dentro le loro trincee con alle pareti i trofei dei padri
masticando carni secche
gonfiandosi il ventre ancora inesploso
ridendo come blatte
con la testa sotto la sabbia
e
le madri nei loro nidi
imploranti
docili pietà