« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »

piangono i relitti
mangiati vivi
con gli addomi spinti dai vermi
migrazioni imbruniscono
sotto l’ozono che sfonda
questo triste spettacolo di bile nera
nuvole assediate
dagli spari che precipitano verso l’acqua
si dissolvono sui cieli sbranati dalle mosche
sotto abissi di mercurio cresce il mistero
degli anni in cui ero bambina

sapore stagnoso di cordite nelle nostre bocche
e dentro i ricordi scivolati via
con i cerveli anestetizzati degli anni ottanta
generazione flagellata dal golpe mascherato
mentre si dissolvevamo anime con la testa di cera
forse sono tutti alle feste
pensate per coprire i silenzi
per non incontrarsi
per lasciarsi assaltare dalle maree
dai saluti con le mani di quando eri bambino
e dove sono stati sepolti
tutti quelli che non si guardano più dentro
calpestando gli incendi spenti
dentro i loro habitat in carne in scatola
immoti
davanti alle vampe dell’Impero che sbercia
i timidi
e
gli oceani solitari
senza
mercurio
senza
latte
senza buone notti
dentro atmosfere che risucchiano
"Il dominio della merce si è inizialmente esercitato anzitutto in maniera occulta sull'economia, la quale, in quanto base materiale della vita sociale, restava indistinguibile e incompresa, come il familiare che non è tuttavia conosciuto. In una società in cui la merce concreta resta rara o minoritaria, si afferma il dominio apparente del denaro che si presenta come l'emissario munito di pieni poteri che parla a nome di una potenza sconosciuta. Con la rivoluzione industriale, la divisione manifatturiera del lavoro e la produzione massiva per il mercato mondiale, la merce appare effettivamente come una potenza che va realmente ad occupare la vita sociale. E' allora che si costituisce l'economia politica come scienza del dominio."
guy debord
"la società dello spettacolo"