« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
"Io mi ritengo religioso, e la mia religiosità consiste nel sentirmi parte di un tutto, anello di una catena che comprende tutto il creato, e quindi nel rispettare tutti gli elementi, piante e minerali compresi, perché secondo me l'equilibrio è dato proprio dal benessere diffuso in tutto ciò che ci circonda. La mia religiosità non arriva a cercare di individuare il principio, che tu voglia chiamarlo creatore, regolatore o caos non fa differenza. Però penso che tutto quello che abbiamo intorno abbia una sua logica, e questo è un pensiero al quale mi rivolgo quando sono in difficoltà, magari anche dandogli i nomi che ho imparato da bambino, forse perché mi manca la fantasia per cercarne altri."
Cantico per i diversi, "Mucchio selvaggio", settembre 1992
la peste dietro gli occhi
occhi infuocati dentro vasi di ceramica rotolanti
lontano teleschermi camminano dentati
con le baraccopoli che si accalcano ai margini dell’impero
risalendo il fiume di amianto
dentro le città cristallo e preghiere
bombe che tacciono la musica
rimboccando i deserti
i mercanti d’oppio con la cenere sotto i piedi
la strategia della tensione
il despota satollo
con i cannoni piazzati alle finestre
tutti ad aspettare
con gli occhi rivolti al cielo
la bocca strabuzzata
e i televisori accesi a sputare lingue allenate
aspettando un segnale con le mani a stritolare
lo sferragliare dei treni che incendia la pioggia
che gonfia i fiumi
traboccando sulle strade
gracida il mattino tentando la fuga
riposando dentro la sera
chi vede chi ama