« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
nuda dormivi
sul pavimento
il freddo aderiva alle pareti
qualcuno odia quel muro
una mano
due cuori
tre croci
154. Questa epoca, che mostra a se stessa il proprio tempo essenzialmente come il ritorno precipitoso di molteplici festività, è ugualmente un'epoca senza festa. Ciò che, nel tempo ciclico, era il momento della partecipazione di una comunità alla spesa lussuosa della vita, è impossibile per la società senza comunità e senza lusso. Quando le sue pseudofeste volgarizzate, parodie del dialogo e del dono, incitano ad un sovrappiù di spesa economica, non riportano che la delusione sempre compensata dalla promessa di una nuova delusione. Il tempo della sopravvivenza moderna deve, nello spettacolo, vantarsi tanto più a gran voce quanto più il suo valore d'uso si è ridotto. La realtà del tempo è stata sostituita dalla pubblicità del tempo.
LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO
Buchet/Chastelm, Paris 1967
cercando l’ultima luce
sopra i tetti delle città bombardate
fino alla prossima vita
incarcerati nelle parole
sfumando sotto chiese devastate
con lo sguardo verso il cielo
toccando corone spezzate
di nuvole in pianto
masticate dai palati siderali del pulviscolo lunare
sotto
il mare fumante di nebbia
fuori dai tempi residui
fino all’ultima goccia singhiozzante
dentro i cuori
persi
nelle emozioni intermedie