« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
erano troppo sobri per essere mangiati dal cielo
scaraventandosi dalla densità cosmica come raggi venerei
con sul viso il fascio temporale delle tenebre
investiti dal freddo sbranano il confine estremo
incespicando in vacui tentativi di resurrezione
la visione è coscienza
nudi all’aurora sui marciapiedi delle capitali annegate dal tango degli spari
senza immaginazione predati di convulsione
riflessa sulle pozzanghere di zinco
allagando di calce le periferie dell’anima
mari sopra le città
con il cielo nero l’oceano bianco
allo zenit dell’impero
corone di grandine risalgono l’abisso
dentro supermercati nucleari alla ricerca di nuovi leader
guardando in faccia la cornea di bue della regina
sbudellando al midollo la pancia suprema
sfumano nel grido, incontrando nuova luce?
153. Il tempo pseudociclico consumabile è il tempo spettacolare, sia come tempo del consumo di immagini, in senso stretto, sia come immagine del consumo del tempo, in tutta la sua estensione. Il tempo del consumo di immagini, medium di tutte le merci, è inseparabilmente il campo in cui si esercitano in pieno gli strumenti dello spettacolo, e lo scopo che questi presentano globalmente, come luogo e come figura centrale di tutti i consumi particolari: si sa che il risparmio di tempo costantemente ricercato dalla società moderna - che si tratti della velocità dei trasporti o dell'uso delle minestre in sacchetto - si traducono positivamente per la popolazione degli Stati Uniti nel fatto che la sola contemplazione della televisione la occupa in media fra le tre e le sei ore al giorno. L'immagine sociale del consumo del tempo, da parte sua, è esclusivamente dominata dai momenti di svago e di vacanza, momenti rappresentati a distanza e desiderabili per postulato, come ogni merce spettacolare. Questa merce è qui esplicitamente data come il momento della vita reale, di cui si tratta di attendere il ritorno ciclico. Ma in questi stessi momenti assegnati alla vita, è ancora lo spettacolo che si dà a vedere e riprodurre, raggiungendo un grado più intenso. Ciò che è stato rappresentato come la vita reale si rivela semplicemente come la vita più realmente spettacolare.
Guy Debord LA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO Paris 1967