« Un continuo turbamento senza immagini e senza parole batte alle mie tempie e mi oscura »
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L’origine dello spettacolo è la perdita dell’unità del mondo, e l’espansione gigantesca dello spettacolo moderno esprime la totalità di questa perdita: l’astrazione di ogni lavoro particolare e l’astrazione generale della produzione d’insieme si traducono perfettamente nello spettacolo, il cui modo d’essere concreto è per l’appunto l’astrazione. Nello spettacolo, una parte del mondo si rappresenta di fronte al mondo, e gli è superiore. Lo spettacolo non è che il linguaggio comune di questa separazione. Ciò che collega gli spettatori non è che il rapporto irreversibile col centro stesso che mantiene il loro isolamento. Lo spettacolo riunisce il separato, ma lo riunisce in quanto separato.
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Lo spettacolo nella società corrisponde a una fabbricazione concreta dell’alienazione. L’espansione economica è principalmente l’espansione di questa precisa produzione industriale. Ciò che cresce con l’economia che si muove per sé stessa non può essere che l’alienazione che era già presente nel suo nucleo originario.
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L’uomo separato dal suo prodotto, produce con sempre maggiore ampiezza tutti i dettagli del suo mondo, e così si trova sempre più separato dal suo mondo. Quanto più la sua vita è ora il suo prodotto, tanto più egli è separato dalla sua vita.
Guy Ernest Debord,
